Fibra, FWA o ADSL: differenze e criteri di scelta

4 min di lettura · Aggiornato a  · A cura del team Onova

«Da noi c’è la fibra.» È una frase che ormai dice poco: sotto la stessa parola convivono tecnologie molto diverse, con prestazioni molto diverse. E la differenza non sta nel nome commerciale dell’offerta, ma nel modo in cui il segnale arriva fisicamente alla sede.

Questa guida mette in fila le quattro tecnologie che si possono incontrare, spiega quali grandezze contano per il lavoro quotidiano e come si verifica la copertura reale di un indirizzo.

Spie accese di un modem

Le quattro tecnologie, in parole semplici

  • FTTH — fibra fino alla sede. La fibra ottica arriva fisicamente dentro l’edificio. È la tecnologia più veloce e più stabile, con prestazioni che non dipendono dalla distanza.
  • FTTC — fibra fino all’armadio. La fibra si ferma all’armadio stradale; l’ultimo tratto viaggia sul vecchio doppino in rame. Più la sede è lontana dall’armadio, più le prestazioni calano.
  • FWA — accesso fisso senza fili. L’ultimo tratto è un collegamento radio tra un ripetitore dell’operatore e una piccola antenna sull’edificio. Porta buone velocità dove la fibra non arriva, ma risente di ostacoli, distanza e affollamento della cella.
  • ADSL — tutto in rame, dalla centrale alla sede. È la tecnologia più datata: oggi è indicata solo dove non esiste ancora un’alternativa.

Schema delle quattro tecnologie di accesso: FTTH porta la fibra ottica dalla centrale fino alla sede; FTTC porta la fibra fino all’armadio stradale e poi usa il rame; nella FWA il ripetitore è collegato alla rete dell’operatore e l’ultimo tratto è un collegamento radio verso un’antenna sull’edificio; ADSL usa il rame dalla centrale alla sede.

  • FTTH

    Fibra fino alla sede

  • FTTC

    Fibra + rame dall’armadio stradale

  • FWA

    Radio dal ripetitore

  • ADSL

    Solo rame dalla centrale

La differenza tra le tecnologie sta nell’ultimo tratto, tra la rete dell’operatore e la sede.

Il punto chiave: due offerte chiamate entrambe «fibra» possono essere una FTTH e una FTTC. Nell’operatività quotidiana la differenza è rilevante.

Banda e latenza: due grandezze diverse

La banda dice quanti dati passano ogni secondo: è la larghezza del tubo. La latenza dice quanto tempo impiega un singolo pacchetto ad andare e tornare: è la reattività della linea.

Scaricare un file pesante chiede banda. Una videochiamata senza scatti, un POS che conferma subito il pagamento, un gestionale in cloud che risponde al clic, una telefonata VoIP pulita chiedono soprattutto una latenza bassa e stabile. È il motivo per cui una linea «veloce sulla carta» può comunque dare problemi nelle chiamate: la velocità di punta non dice nulla sulla reattività.

L’upload conta più di quanto si pensi

Le offerte mettono in vetrina la velocità di download. Ma molte attività lavorano soprattutto nell’altra direzione: inviare file pesanti a clienti e fornitori, sincronizzare gestionale e backup verso il cloud, trasmettere le immagini della videosorveglianza.

Sulle linee FTTH esistono profili con upload elevato o simmetrico, in cui invio e ricezione viaggiano alla stessa velocità. Se l’attività carica — non solo scarica — il valore di upload va chiesto sempre prima di firmare: è un dato da verificare nella documentazione dell’offerta, oltre alla velocità di download.

La copertura si verifica all’indirizzo

«Il paese è coperto» non significa che lo sia il singolo civico. La stessa via può avere FTTH da un lato e solo FTTC dall’altro; un capannone appena fuori dal centro può ricadere in una zona servita solo da FWA. La verifica si fa sull’indirizzo esatto, numero civico compreso.

Attenzione anche alle velocità «fino a»: sono massimi teorici. Il dato che pesa è la velocità minima, che per le offerte di rete fissa deve essere indicata nel contratto; nelle linee professionali si aggiunge spesso una banda minima garantita.

Il backup di linea, per chi non può fermarsi

Se dalla connessione dipendono la cassa, il POS, le prenotazioni o il centralino, un guasto alla linea ferma l’attività. Per questi casi esiste il backup: una seconda connessione su tecnologia diversa — per esempio FWA o rete mobile accanto alla fibra — che subentra da sola quando la principale si interrompe.

Il punto non è avere due linee veloci: è avere due percorsi indipendenti, che difficilmente si guastano insieme. Per molte attività questa voce vale più di qualsiasi aumento di velocità.

Ricapitolando per casi concreti: un ufficio che vive di videochiamate e gestionali in cloud cerca latenza stabile e un buon upload. Un negozio con cassa e POS ha bisogno soprattutto di continuità, quindi valuta il backup prima della velocità. Uno studio che sposta progetti pesanti guarda i profili simmetrici. La tecnologia giusta è quella che risponde al modo di lavorare dell’attività ed è disponibile al suo indirizzo.

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