Centralino in cloud: quando conviene
La parola «centralino» fa pensare a un oggetto d’altri tempi. In realtà indica una cosa molto attuale: il modo in cui un’azienda risponde al telefono. Dal centralino dipendono la rapidità con cui chi chiama raggiunge la persona giusta e la gestione delle chiamate fuori orario.
Questa guida spiega che cosa fa un centralino, la differenza tra la versione fisica e quella in cloud, e le domande da farsi prima di scegliere — compresa la più frequente: «perdo il mio numero?».
Le funzioni di un centralino
Un centralino organizza le telefonate di un’attività. In concreto:
- Interni: ogni persona o reparto ha un numero breve per le chiamate tra colleghi e, se previsto, un numero diretto raggiungibile dall’esterno.
- Trasferimenti: una chiamata passa da una scrivania all’altra senza far riagganciare il cliente.
- Risponditori e menu: un messaggio accoglie chi chiama e lo indirizza verso il reparto giusto.
- Orari: in apertura squillano i telefoni giusti; alla chiusura parte un messaggio, o la chiamata va al reperibile.
- Code di attesa: se tutti gli interni sono impegnati, il cliente resta in linea e viene informato, invece di sentire il segnale di occupato.
Se oggi in azienda il telefono squilla su un solo apparecchio e risponde chi passa, un centralino — di qualunque tipo — mette ordine prima di tutto nell’esperienza di chi chiama.
Fisico o in cloud: la differenza in una frase
Il centralino fisico è un apparato installato in sede: si acquista, si configura, si mantiene, e a esso sono collegati linee e telefoni. Il centralino in cloud (o virtuale) offre le stesse funzioni come servizio: la «centrale» sta in un data center dell’operatore e i telefoni si collegano attraverso la connessione Internet.
Schema: telefoni e postazioni di due sedi e i dispositivi di chi lavora da remoto si collegano via Internet al centralino in cloud, che gestisce interni, trasferimenti, risponditori, orari e code di attesa e si collega alla rete telefonica; i numeri aziendali esistenti, di norma, si mantengono sul nuovo servizio.
Sede A
Telefoni e postazioni
Sede B
Telefoni e postazioni
Da remoto
Computer o smartphone
Internet · Connessione stabile, con latenza adeguata
Centralino in cloud
- Interni
- Trasferimenti
- Risponditori
- Orari
- Code di attesa
Rete telefonica
Chiamate in entrata e in uscita
Numeri aziendali
Di norma mantenuti
Riassumendo: nel primo caso si possiede una macchina, nel secondo si usa un servizio. Cambiano la struttura dei costi — investimento iniziale e manutenzione da una parte, canone dall’altra — e soprattutto la flessibilità con cui il sistema segue i cambiamenti dell’azienda.
Quando è indicato il centralino in cloud
- Sedi multiple: uffici e negozi in città diverse condividono una sola numerazione e si passano le chiamate come se fossero in stanze vicine.
- Lavoro da remoto: l’interno segue la persona sul computer o sullo smartphone, non la scrivania. Chi risponde da casa risponde con il numero aziendale.
- Stagionalità e crescita: aggiungere o togliere interni è un’operazione di configurazione, non un intervento tecnico in sede.
- Nessun apparato da mantenere in sede: aggiornamenti e guasti della centrale non ricadono più sull’azienda.
C’è una condizione da rispettare: un centralino in cloud vive sulla connessione Internet dell’azienda, che deve essere stabile e con una latenza adeguata. Se si valuta il passaggio, la qualità della linea va verificata prima — ne parliamo nella guida su fibra e connettività.
Quando è preferibile il centralino fisico
Il centralino fisico non è un errore da correggere. Resta una scelta ragionevole quando c’è una sede unica con un impianto recente e ben dimensionato, quando la connettività della zona è ancora fragile, o quando regole interne richiedono che l’apparato resti fisicamente in azienda.
Non è una gara tra vecchio e nuovo: è una valutazione su come lavora l’azienda, su quante sedi ha e su come cambierà l’organico nei prossimi anni.
I numeri esistenti, di norma, si mantengono
Il timore più comune è perdere il numero storico dell’attività: quello stampato su insegne, biglietti da visita e volantini. La portabilità del numero esiste proprio per questo: il numero si trasferisce al nuovo servizio e, con un passaggio ben pianificato, chi chiama non percepisce il cambio.
La pratica viene avviata dall’operatore ricevente, con tempi tecnici definiti; per i clienti Onova la coordina il referente. L’accortezza principale è pianificare il passaggio — meglio in un momento di traffico basso — per ridurre al minimo il disservizio.
Cosa chiedere prima di scegliere
Qualunque proposta si riceva, le risposte a queste domande devono essere chiare:
- quante persone devono avere un interno, oggi e tra un anno;
- da dove si risponde: solo dalla sede, anche da casa, anche in mobilità;
- che cosa deve succedere fuori orario e quando è tutto occupato;
- che connessione c’è in sede e se regge la voce con buona qualità;
- che cosa accade alle chiamate se la linea cade, per esempio con l’inoltro automatico su mobile;
- come avviene la portabilità dei numeri esistenti e in quali tempi.
Hai un quesito specifico?
Un referente Onova può esaminare la tua fornitura, la tua linea o il tuo centralino e presentarti una proposta, senza impegno.



