Centralino in cloud: quando conviene

4 min di lettura · Aggiornato a  · A cura del team Onova

La parola «centralino» fa pensare a un oggetto d’altri tempi. In realtà indica una cosa molto attuale: il modo in cui un’azienda risponde al telefono. Dal centralino dipendono la rapidità con cui chi chiama raggiunge la persona giusta e la gestione delle chiamate fuori orario.

Questa guida spiega che cosa fa un centralino, la differenza tra la versione fisica e quella in cloud, e le domande da farsi prima di scegliere — compresa la più frequente: «perdo il mio numero?».

Le funzioni di un centralino

Un centralino organizza le telefonate di un’attività. In concreto:

  • Interni: ogni persona o reparto ha un numero breve per le chiamate tra colleghi e, se previsto, un numero diretto raggiungibile dall’esterno.
  • Trasferimenti: una chiamata passa da una scrivania all’altra senza far riagganciare il cliente.
  • Risponditori e menu: un messaggio accoglie chi chiama e lo indirizza verso il reparto giusto.
  • Orari: in apertura squillano i telefoni giusti; alla chiusura parte un messaggio, o la chiamata va al reperibile.
  • Code di attesa: se tutti gli interni sono impegnati, il cliente resta in linea e viene informato, invece di sentire il segnale di occupato.

Se oggi in azienda il telefono squilla su un solo apparecchio e risponde chi passa, un centralino — di qualunque tipo — mette ordine prima di tutto nell’esperienza di chi chiama.

Fisico o in cloud: la differenza in una frase

Il centralino fisico è un apparato installato in sede: si acquista, si configura, si mantiene, e a esso sono collegati linee e telefoni. Il centralino in cloud (o virtuale) offre le stesse funzioni come servizio: la «centrale» sta in un data center dell’operatore e i telefoni si collegano attraverso la connessione Internet.

Schema: telefoni e postazioni di due sedi e i dispositivi di chi lavora da remoto si collegano via Internet al centralino in cloud, che gestisce interni, trasferimenti, risponditori, orari e code di attesa e si collega alla rete telefonica; i numeri aziendali esistenti, di norma, si mantengono sul nuovo servizio.

  • Sede A

    Telefoni e postazioni

  • Sede B

    Telefoni e postazioni

  • Da remoto

    Computer o smartphone

Centralino in cloud

  • Interni
  • Trasferimenti
  • Risponditori
  • Orari
  • Code di attesa
  • Rete telefonica

    Chiamate in entrata e in uscita

  • Numeri aziendali

    Di norma mantenuti

La centrale sta nel data center dell’operatore: sedi e postazioni remote si collegano attraverso la connessione Internet.

Riassumendo: nel primo caso si possiede una macchina, nel secondo si usa un servizio. Cambiano la struttura dei costi — investimento iniziale e manutenzione da una parte, canone dall’altra — e soprattutto la flessibilità con cui il sistema segue i cambiamenti dell’azienda.

Quando è indicato il centralino in cloud

  • Sedi multiple: uffici e negozi in città diverse condividono una sola numerazione e si passano le chiamate come se fossero in stanze vicine.
  • Lavoro da remoto: l’interno segue la persona sul computer o sullo smartphone, non la scrivania. Chi risponde da casa risponde con il numero aziendale.
  • Stagionalità e crescita: aggiungere o togliere interni è un’operazione di configurazione, non un intervento tecnico in sede.
  • Nessun apparato da mantenere in sede: aggiornamenti e guasti della centrale non ricadono più sull’azienda.

C’è una condizione da rispettare: un centralino in cloud vive sulla connessione Internet dell’azienda, che deve essere stabile e con una latenza adeguata. Se si valuta il passaggio, la qualità della linea va verificata prima — ne parliamo nella guida su fibra e connettività.

Quando è preferibile il centralino fisico

Il centralino fisico non è un errore da correggere. Resta una scelta ragionevole quando c’è una sede unica con un impianto recente e ben dimensionato, quando la connettività della zona è ancora fragile, o quando regole interne richiedono che l’apparato resti fisicamente in azienda.

Non è una gara tra vecchio e nuovo: è una valutazione su come lavora l’azienda, su quante sedi ha e su come cambierà l’organico nei prossimi anni.

I numeri esistenti, di norma, si mantengono

Il timore più comune è perdere il numero storico dell’attività: quello stampato su insegne, biglietti da visita e volantini. La portabilità del numero esiste proprio per questo: il numero si trasferisce al nuovo servizio e, con un passaggio ben pianificato, chi chiama non percepisce il cambio.

La pratica viene avviata dall’operatore ricevente, con tempi tecnici definiti; per i clienti Onova la coordina il referente. L’accortezza principale è pianificare il passaggio — meglio in un momento di traffico basso — per ridurre al minimo il disservizio.

Cosa chiedere prima di scegliere

Qualunque proposta si riceva, le risposte a queste domande devono essere chiare:

  • quante persone devono avere un interno, oggi e tra un anno;
  • da dove si risponde: solo dalla sede, anche da casa, anche in mobilità;
  • che cosa deve succedere fuori orario e quando è tutto occupato;
  • che connessione c’è in sede e se regge la voce con buona qualità;
  • che cosa accade alle chiamate se la linea cade, per esempio con l’inoltro automatico su mobile;
  • come avviene la portabilità dei numeri esistenti e in quali tempi.

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