Tanto per cominciare chiariamo subito che gli aumenti per il 2013 sono nei corrispettivi di trasporto, distribuzione, misura, dispacciamento ed in particolare negli gli oneri di sistema, i cosiddetti “oneri passanti” quindi, non imputabili cioè alle società di vendita ma destinati interamente ai distributori locali e Terna. Oltre al “classico” aumento di 2,00 €/MWh per l'onere A3 a copertura della produzione da fonti rinnovabili, è sensibilmente cresciuta (1%) la quota potenza, + 0,50 €/MWh circa (per le utenze Bassa Tensione) e + 1,00 €/MWh circa (per le utenzie Media Tensione) dovuti al rincaro delle voci A4, UC3 e TRAS. 1,00 €/MWh in più (al netto degli Art. 44, 45 e 45bis) per il dispacciamento con la revisione degli Art. 73 e 48 (Delibera 111/06). Anche tale aumento è dovuto indirettamente alla produzione da fonti rinnovabili poiché quest'ultime, nel periodo di maggiore carico (ore diurne), hanno la precedenza nell'immissione in rete rispetto alle centrali "convenzionali" che devono quindi ridurre la loro capacità produttiva; il mancato guadagno è remunerato dall'AEEG (tramite Terna) con valori prestabiliti (Art. 48 capacità produttiva). La bolletta "italiana" contiene quindi un doppio costo: incentivo per le rinovabili e "rimborso" per le convenzionali. Ciò comporterà sulla fatturazione dei consumi di gennaio 2013 un aumento medio di 3/4 €/MWh (circa il 7% in più) nei servizi di rete che di fatto annullano tutti gli sforzi dei tanti imprenditori ed energy manager che in campagna energetica hanno sottratto risorse al proprio core business per ottenere prezzi più competitivi di pochi €cent/MWh.