AVVENIRE


Togliere ai ricchi, le compagnie energetiche, per dare ai poveri, l'Erario. È il senso della Robin Tax introdotta nel 2008 e finita ancora sotto i riflettori per i nuovi sospetti, avanzati dall'Autorità per l'Energia, che in oltre un centinaio di casi, tra 2011 e 2012, sia stata "scaricata" sulle bollette violando così la legge. Ma anche perché la Corte costituzionale, a quattro anni dal primo ricorso, ha deciso di affrontare la questione della legittimità dell'imposta che ha fruttato allo Stato, fino al 2012, quasi cinque miliardi di euro. Il decreto con cui il governo Berlusconi, sull'onda dei record del prezzo del petrolio, introdusse la tassa sugli extraprofitti sulle compagnie energetiche, in seguito "potenziata" aumentandone sia l'aliquota che la base delle aziende coinvolte, prevedeva il divieto di traslazione dell'imposta sulle bollette. In sostanza le aziende energetiche non possono "rifarsi" sui consumatori scaricando la tassa sulle tariffe. Già due anni fa l'Autorità aveva indicato 199 casi sospetti analizzando i dati del 2010 e ora ha scoperto 53 anomalie relative al 2011 e 51 per il 2012.