LA REPUBBLICA


Passano di mano cinque gruppi per un totale di 4.800 megawatt La società boema è guidata da un ex avvocato d'affari patron dello Sparta Praga
LUCA PAGNI MILANO.

 

Soffia il vento dell'est sull'energia italiana. Piuttosto che vendere in blocco ai concorrenti francesi di Edf (che agiscono attraverso la controllata italiana Edison), il gruppo tedesco E.on ha deciso di procedere con lo spezzatino delle sue attività in Italia. Si parte con la cessione delle centrali elettriche: cinque impianti (unoa carbonee quattroa gas) per un totale di 4.800 megawatt, che sono andati a Eph, gruppo della Repubblica Ceca, per una cifra che potrebbe aggirarsi sui 250-300 milioni di euro.
A questo punto è facile aspettarsi a breve anche le altre operazioni. La Erg della famiglia Garrone dovrebbe presentare l'offerta vincolante per le centrali idroelettriche di E.on in provincia di Terni, mentre il gruppo Heraè in lizza peri 900mila clienti dell'azienda di Dusseldorf. Resta da vedere che fine faranno le offerte per gli asset delle rinnovabili, per cui era sempre interessata Edison: la società milanese era in solitario per il fotovoltaico e in joint venture con il fondo F2i per l'eolico. Ieri, è circolata l'indiscrezione per cui le offerte potrebbero essere ancora ritirate, in seguito allo "schiaffo" dei tedeschi che hanno rifiutato l'offerta sulla totalità degli asset.
I francesi di Edf avevano anche fatto pressioni sul governo italiano, sostenendo che la loro proposta avrebbe dato più garanzie sul fronte occupazionalee sulla tenuta del sistema energetico italiano. Ma, evidentemente, o non sono stati abbastanza convincenti oppure Palazzo Chigi non ha voluto interferire in una trattativa tra privati. Non a caso, il numero uno di E.on, Johannes Tayssen, ha subito fatto sapere che «la cessione non comporterà riduzione di personale». Del resto, è la prima volta di una azienda del settore energia del centro- Europa in Italia, con tutte le incognite del caso. Non si tratta di una utility con anni di esperienza alle spalle, ma di un conglomerato figlio delle privatizzazioni che nei paesi dell'ex blocco socialista ha creato enorme ricchezze nelle mani di chi ha saputo sfruttare al meglio la situazione. Eph è ora guidata da un ex avvocato d'affari, Daniel Kretinsky, che si è associato alla J&t, società ceca di investimenti. Kretinsky - seguendo l'esempio di altri oligarchi - ha conquistato notorietà comprando lo Sparta Praga, una delle società di calcio più amate nel suo paese.
A creare Ephè stato però un altro personaggio già noto alle cronache finanziarie italiane. Si tratta di Petr Kellner, che con Generali ha dato vita a uno dei gruppi assicurativi di punta in Europa centrale. Un anno fa ha venduto il suo 44% di Eph a Kretinsky e J&T per 1,1 miliardi di euro, circa dieci volte quanto gli era costato mettere assieme le società di distribuzione del gas e dell'elettricità in Slovacchiae gli impianti di stoccaggio, andando porta a porta dai piccoli risparmiatori che avevano comprato le azioni dal governo. Nell'ultimo anno Eph (oltre 8mila dipendenti) è cresciuta ancora rilevando il gasdotto che porta il gas dalla Russia, miniere di carbone in Germania e, da poco, una centrale a carbone in Inghilterra.
Ma con l'Italia Eph fa un altro salto di qualità, raddoppiandoi suoi megawatt di energia totali.
PER SAPERNE DI PIÙ www.eon-italia.com www.gruppocarige.it
Foto: IN USCITA Il gruppo tedesco E.on ha deciso di vendere i suoi asset in Italia